(ANSA) – ROMA, 16 APR – Molte delle drammatiche morti cardiache improvvise potrebbero essere evitate con l’addestramento di tutti coloro che operano nell’ambito sportivo e con la diffusione capillare dei defibrillatori semiautomatici.
Lo affermano le societa’ scientifiche dei rianimatori e dei cardiologi in merito alla morte di Piermario Morosini che lanciano un appello al ministro della salute Renato Balduzzi per promuovere iniziative per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa.
”Non e’ – sottolineano gli esperti – il solo rapido trasporto in ospedale la soluzione a questo tipo di emergenze, cio’ che accade nei primi minuti, in attesa dei mezzi di soccorso, e’ determinante ai fini di una sopravvivenza che si riduce dell’otto per cento per ogni minuto di ritardo”. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione devono essere eseguite immediatamente; tutti coloro che operano negli ambiti sportivi, medici e non, le possono apprendere facilmente con i numerosi corsi di formazione disponibili”.
In Francia, ricordano i medici, un tragico episodio analogo a quello di Morosini, costato la vita nel 2003 a Marc Vivien Foe’, ha determinato una riorganizzazione del sistema di soccorso e dell’addestramento del personale che ha portato nel 2008 a salvare la vita di Marco Randriana. ”Il problema della morte cardiaca improvvisa si estende in realta’ ben oltre l’ambito sportivo, rappresenta la principale causa di morte nell’eta’ adulta e gran parte di queste morti avviene senza che sia stato offerto alle vittime il trattamento tempestivo di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione che potrebbero riportarle in vita”. La percezione dell’importanza del problema ha portato European Resuscitation Council, a promuovere un’interpellanza al Parlamento Europeo per attuare una Settimana Europea di sensibilizzazione sul tema della morte cardiaca improvvisa. Invitiamo il Ministro Balduzzi a farsi promotore di questa iniziativa in Italia sviluppando un programma che preveda la presenza di personale addestrato e la disponibilita’ di defibrillatori in tutte le sedi di attivita’ sportiva e di assembramento di persone e che aumenti la consapevolezza di tutti sull’importanza di un intervento immediato in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Il documento e’ stato firmato da Erga Cerchiari, Presidente Nazionale di Italian Resuscitation Counci , Maurizio Santomauro, Presidente Nazionale del Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche, Vito Aldo Peduto, presidente della (SIAARTI), Franco Romeo presidente della federazione italiana di cardiologia, Francesco Fedele, presidente della fondazione della societa’ italiana di cardiologia, Salvo Novo, presidente della societa’ italiana di cardiologia, Mariano Scherillo dell’Anco.
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